Da Roma a Napoli il fascismo di Casapound alza la testa tra coltelli e aggressioni

30 aprile 2011

Qualcosa sta cambiando. Qualcosa sta cambiando nei rapporti di forza con le destre e nell’agibilità politica di cui godono nelle metropoli.

Dopo l’aggressione squadrista a Roma ai danni di un gruppo di sei ragazzi tra i sedici e i diciotto anni a suon di caschi e bastoni (http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/04/28/news/aggrediti_dai_militanti_di_casapound_tensioni_e_tafferugli_durante_il_corteo-15473107/) e dopo le coltellate inferte ai tre militanti antifascisti davanti alla Federico II di Napoli (http://www.caunapoli.org/index.php?option=com_content&view=article&id=888:aggressione-fascista-a-lettere&catid=62:news-dallitalia-e-oltre-&Itemid=140) appare finalmente chiara a tutti una cosa: il neofascismo subdolo e sbirresco di CasaPound & co. sta alzando la testa.

E’ questo lo stato di cose che dobbiamo apprendere a nemmeno una settimana di distanza da quel 25 Aprile sempre più “snobbato” dalla classe politica e sempre più esposto (e lasciato deliberatamente esporre) alle critiche revisioniste delle destre: se l’antifascismo viene messo in dubbio i ratti escono dalle fogne. In una città come Palermo, dove la risposta antifascista dello scorso 23 Marzo a quella che poteva sembrare un’innocua presentazione letteraria alla Mondadori (http://www.bandaradio.info/video/solo-dolore-ecco-il-video-degli-scontri) è apparsa esagerata a numerose voci della militanza politically correct (così come il Vendola di oggi che ha criticato la reazione antifascista a Napoli: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/29/napoli-aggredito-il-candidato-sindaco-pdlspintonati-anche-i-membri-dello-staff/107981/), tutto questo assume senza dubbio un valore aggiunto particolare. Ma andiamo oltre: chi sono questi “nuovi” cani da guardia del potere?

La nuova faccia furba del fascismo italiano ha un nome ormai ben noto e  teneramente propagandato dal mainstream informativo del nostro paese: CasaPound.

CasaPound è una struttura molto più complessa di quello che può sembrare a prima vista, e nelle sue pratiche politiche politiche riesce con successo dove l’ortodossia antiquata di altri movimenti come Forza Nuova non possono. La ricetta dei miracoli che rende possibile tutto questo ha un solo ingrediente principale: ambiguità. Ambiguità nella “scelta” dei miti ispiratori (Corto Maltese, Rino Gaetano e Peppino Impastato mischiati a Benito Mussolini e Giulio Cesare), ambiguità nell’orientamento politico di base (non destra né sinistra ma “Estremo Centro Alto”, come recita il manifesto della cricca neofascista) e ambiguità negli obiettivi e nel tessuto sociale di riferimento (occupazioni a scopo abitativo ed ecologia mischiate a tricolori con aquila e fascio littorio appese ai muri delle proprie sedi). Grazie a tutto questo CasaPound cresce e si sviluppa nella testa dell’italiano medio assumendo le forme di un’organizzazione innocua, istituzionalmente riconosciuta e apparentemente fuori dallo schema storico tra “rossi” e “neri”: un’isola felice della politica dal basso dove magari, di qui a poco, sarà possibile cantare bella ciao e contemporaneamente fare il saluto romano. La luciferina intelligenza del suo leader Gianluca Iannone risiede proprio in questo, nel portare avanti A senza vergognarsi di essere visti come B: chi se ne frega di apparire in un modo, se l’importante è che so di muovermi per altro? Anzi, il trasformismo diventa un’arma. Uno strumento fondamentale per un nuovo fascismo camaleontico. Una novità. Per tutto il resto, quando il meccanismo si inceppa e la base dei militanti squadristi si sfoga au naturel perchè ciclicamente frustrata da queste logiche troppo sofisticate per il cervello del fascista medio, c’è la solita tattica: smentire a oltranza, senza alcun pudore e senza alcuna dignità. Vittime nelle parole e carnefici nei coltelli. Aggressori nella notte e aggrediti nel giorno della confusione di per sé offerta dall’informazione di regime. Informazione di regime che, come al solito, non vede e non sente niente. Questa è CasaPound Italia: un fascismo tirato a lucido e immerso ad arte nella dimensione politica confusa e debole del XXI secolo. L’ennesimo gioco politico fascista che mischia le sue trame alla peggiore delle politiche istituzionali (vedi a Roma i legami di CasaPound con Alemanno: http://www.militant-blog.org/?p=4579#more-4579) per mirare alla restaurazione di un’ideologia defunta (la recente richiesta del PDL di “sdoganare” dall’illegalità la ricostituzione del Partito Nazionale Fascista è un esempio lampante: http://www.senzasoste.it/nazionale/proposta-di-legge-per-il-pdl-di-nuovo-legale-il-partito-fascista) e alla legittimazione dell’odio razzista e sessista che ha sempre contraddistinto questa gente di merda.

Sull’ambiguità strumentale dell’entità CasaPound ci sarebbe da scrivere un libro (dov’era questo fantomatico Estremo Centro Alto quando Iannone si candidava tra le file de “La Destra” di Storace? dov’è l’indipendenza politica tanto millantata da CasaPound quando uno degli aggressori napoletani è candidato nella lista del candidato sindaco del PDL?), ma oggi la rabbia è troppa e la necessità di essere chiari e diretti lo è altrettanto.

E’ bene mettersi fin da subito in testa che l’agibilità politica che organizzazioni come CasaPound si sono conquistate nel tempo non è tutta merito di questa loro furbizia intellettuale, non è tutta merito dei vari fiancheggiatori politici di cui godono e non è tutta merito dell’informazione ufficiale che copre e mistifica lo stampo nero di questa gente: l’agibilità politica di questa gente passa anche per ogni tentennamento, per ogni indugio e per ogni ripensamento (indotto o meno) in materia di antifascismo.

L’agibilità politica di questi atti passa per l’offuscamento criminale mosso dall’intera classe dirigente italiana ai danni della Resistenza, gioca sulla memoria corta della gente e infine torna utile alla governance per parificare qualitativamente gli “estremismi” e per rendere mediaticamente innocui i “rossi” grazie al gioco violento offerto dall’odio fascista dei “neri”: far annullare a vicenda gli estremismi senza diversificare (in modo ovviamente volontario) fra chi ha una storia affermata di legittimità e di libertà e chi, purtroppo per loro, no.

Il fascismo e le sue prassi politiche sono vittime della storia e sono negati dalla nostra Costituzione, resistere e reagire (http://www.infoaut.org/blog/prima-pagina/item/1316-napoli-gli-antifascisti-si-fanno-sentire) a questa ennesima avanzata delle destre è un dovere di tutti noi.

NESSUN AGGUATO RESTERA’ IMPUNITO

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